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Sui Fiori di Bach esistono diversi libri e manuali, piu' o meno tutti sono indirizzati all'uso dei firoi, in vista di una autogestione dell'eventuale problema di cui soffre il lettore, o di quella di cui soffrono gli altri, e a questo scopo offrono una serie di indizi psicologici o fisici in base ai quali dovrebbe essere possibile effettuare una scelta di base.
Questa impostazione per quanto lodevole, soffre di un difetto a monte, per poter utilizzare efficacemente un
fiore bisogna partire dal fiore, non dai problemi delle persone, bisogna arrivare a conoscere il fiore intimamente, percepirne la dimensione simbolica che rimanda alla funzione identificata dal firoe, e da qui per analogia, passare alla sua manifestazione alterata nell'uomo, su cui il fiore potrebbe avere effetto. Non bisogna dimenticare, che i fiori sono portatori di una realtà funzionale presente in ogni essere vivente e quindi fisiologica. In altri termini, ogni persona possiede naturalmente le caratteristiche di ogni fiore e attraversa, nel corso del suo sviluppo, fasi evolutive che, negli aspetti positivi come in quelli negativi, si riconoscono nei singoli fiori e nelle relazioni complesse che li collegano l'uno all'altro.
I fiori non sono "rimedi", ma archetipi funzionali, portatori di una frequenza vibrazionale capace, come un diapason, di "riaccordare" l'analoga struttura energetica presente in ogni organismo vivente, sia esso animale o vegetale. Utilizzarli come dìrimedi ci fa ricadere, sia pur involontariamente, in una impostazione mentale distorta, che non solo e' l'esatto inverso dello spirito con cui Edward Bach ha scoperto i suoi fiori, ma produce risultati mediocri, contradditori o inutili.